Fare trekking coi bambini, 7 regole d’oroFare trekking coi bambini, 7 regole d’oro

Siete appassionati di montagna, camminare tra boschi e pascoli vi rigenera, da’ sapore alla vostra vacanza, ma non sapete se sia il caso di fare trekking con un bambino piccolo. Niente paura, perché tutto si può  fare, organizzandosi in maniera adeguata, adottando accorgimenti di buon senso e rispettando i tempi del bambino. Eccovi qualche dritta!

La scelta dei percorsi

parco naturale adamello brenta

Scegliere il percorso adatto quando si fa trekking con i bambini è molto meno difficile di quanto si possa pensare. E’ infatti sufficiente chiedere informazioni all’ ufficio turistico in loco, che vi fornirà anche le mappe utili, oppure consultare siti internet specializzati, tenendo presente che esiste una classificazione internazionale dei sentieri di montagna, in base alla quale si distinguono in TTuristici, E, Escursionistici ed EE, Escursionistici per Esperti. Questi ultimi sono sicuramente da escludere, in quanto richiedono un’ esperienza consolidata e attrezzatura specialistica. Quelli con la T sono invece ottimali per un family trekking; si tratta generalmente di sentieri e carraie ben tenuti, percorribili spesso anche coi passeggini e con punti di interesse come boschi, laghetti, malghe, pascoli, rifugi, che riscuotono sempre la curiosità e l’entusiasmo dei bambini. E’ bene considerare sempre la lunghezza del percorso, la presenza di eventuali dislivelli e cercare di non andare oltre le 3 ore di cammino tra andata e ritorno.

Occhio all’ altitudine

Finché il bambino è piccolo, dicono i pediatri, sono necessarie alcune precauzioni. Regola numero uno, salire in modo graduale, in modo da consentire al bimbo di acclimatarsi. E se si intende superare i 2500 metri, meglio non salire più di 300 metri al giorno. Se il piccolo ha poi meno di un anno, evitate di portarlo oltre i 2000 – 2500 metri. Il cosiddetto mal di montagna si manifesta solitamente con nausea, mal di testa, irritabilità, insonnia, inappetenza, poca voglia di giocare… Consultando il vostro pediatra prima della partenza potrete poi avere tutte le indicazioni del caso.

Il trasporto del bebè

Finché il piccolo non cammina o non ha sufficiente autonomia deambulatoria, è bene utilizzare zaini porta bebè, marsupi o passeggini se il sentiero lo consente. Le immancabili soste presso rifugi o in altri luoghi idonei, saranno utili a dare sollievo alla schiena del papà e consentire al piccolo di muovere le gambine, restando un poco libero.

L’ abbigliamento

vacanze montagna famiglia

Vestire il piccolo a strati è la regola di fondo, in modo da adeguarlo velocemente alla variazione delle temperature che, in montagna, è assai frequente. Se il bimbo cammina in modo autonomo, sono necessari scarponcini rinforzati all’ altezza della caviglia, con  carrarmato antiscivolo. E poi, cappellino, bandana o foularino, occhialini da sole, felpina, kway o piccolo poncho per ripararsi dalla pioggia.

Cosa mettere nello zaino

Un cambio biancheria in caso il bambino si bagni o sudi durante il percorso; pannolini di ricambio se si cammina con un bebè; un asciugamano su cui adagiare il piccolo per il cambio pannolino; mini kit di pronto soccorso con disinfettante, cerottini, arnica ed eventuali medicinali; crema solare con un adeguato fattore di protezione; borraccia; spray contro le punture di insetti e zanzare; frutta, snack e omogeneizzati per il bebé; fazzolettini di carta; salviettine rinfrescanti e igienizzanti; carta igienica; sacchetto di plastica per metterci il cambio bagnato o sporco; una torcia; effetti personali se si ha in programma di pernottare in rifugio; macchina fotografica; poncho o copri zaino antipioggia e le mappe dei sentieri. Se abbastanza autonomo, date anche al bambino uno zainetto con dentro quello che gli potrà servire. Farlo sentire grande in queste uscite di famiglia contribuisce a elevarne il grado di partecipazione e collaborazione.

L’ alimentazione

Cibi sani e leggeri sul percorso, idonei anche a reintegrare liquidi e sali minerali; spazio quindi a frutta, snack, omogeneizzati per il bebè; acqua e se il piccolo prende ancora il latte della mamma, avrà lei tutto il necessario al suo fabbisogno alimentare.

Interessarlo al percorso

bambina montagna albero

Non dimenticate di portare con voi anche una buona dose di fantasia e creatività, in modo da far vivere la passeggiata ai bambini in forma di gioco, scoperta e avventura. Occorre infatti tener presente che loro guardano alla montagna con occhi diversi dai nostri; che a interessarli non sono tanto i grandi spazi, i silenzi, la maestosità delle vette, ma i dettagli: gli animali al pascolo; tracce fresche sul terreno; un formicaio; una colonia di girini in riva a un laghetto; un tronco o un cespuglio dalle forme curiose; un sasso strano e via discorrendo. E’ di fondamentale importanza tenere vivo il loro entusiasmo imbastendo anche piccole sfide, come, per esempio, chi conta più fiori di un determinato colore, chi trova per primo mirtilli e fragoline o avvista un nido tra i rami degli alberi. Il tutto, per evitare che la monotonia del percorso li annoi e che manifestino questo stato con il classico “sono stanco”, con conseguente rifiuto e capricci a proseguire.

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