Da Stintino alla scoperta del nord della SardegnaDa Stintino alla scoperta del nord della Sardegna

Mare trasparente, spiaggie caraibiche e il blu del suo mare, questo è il Nord della Sardegna. Ma questa terra antichissima e molto riservata offre molto di più.

Forse è la spiaggia più fotografata di tutta la Sardegna, con la torre sull’isoletta in mezzo al mare, Stintino  è una meta imperdibile, soprattutto fuori stagione, quando cala il flusso turistico e ci si può godere in tutta tranquillità  la sabbia finissima e il mare trasparente.

Stintino, fondata solo 150 anni fa, quando vi sono state trasferite le famiglie che abitavano l’Asinara, ora è una meta per i turisti di tutto il mondo, affascinati dal mare caraibico della zona.

E se dopo qualche giornata in spiaggia hai voglia di esplorare la zona ecco 5 gite per esplorare il Nord della Sardegna. In questa terra dalla Nurra alla Gallura, tra  panorami splendidi di mare e rocce, possiamo trovare autentici tesori scolpiti nella roccia.

Visitare un’isola deserta

Approdare su un isola deserta è il sogno di tutti noi. Intorno a Stintino ci sono isole di tutte le dimensioni, dalla piccolissima Pelosa, che sembra l’isola dei fumetti, rotonda con una torre nel centro, al posto della palma, all’Asinara con il fascino del paradiso rimasto intatto attraverso i secoli.

L’Asinara, abitata per centinaia d’anni solo da pescatori e monaci, a fine ‘800 è stata totalmente dedicata a ospitare un carcere. Dal 1997 è un Parco Naturale, sede di importanti studi sulla biodiversità, ed è tornata ad essere aperta al pubblico.

Gli asinelli bianchi, che danno il nome all’isola, i mufloni, i falchi e le pernici sono solo alcuni degli animali che si possono incontrare passeggiando sull’isola, mentre in mare potresti avvistare i delfini. Se ami le destinazioni immerse nella natura, ti innamorerai di questa terra così selvaggia e così naturale.

La visita all’isola può essere fatta solo con le modalità approvate dall’ente Parco Nazionale dell’Asinara.

asini all'asinara nord sardegna
Gli asini bianchi dell’Asinara

Orsi, elefantini, lupi e polpi in Sardegna?

Può sembrarti strano, ma le spiagge del Nord della Sardegna sono abitate da una moltitudine di animali: orsi, lupi e perfino elefanti!  Scolpiti nelle rocce dal vento e dal mare, si possono trovare mille creature diverse. Basta saperli guardare dalla giusta angolatura e con un pizzico di fantasia il gioco è fatto!

Una delle rocce più belle si trova a qualche chilometro da Castelsardo. Appostato lungo una stradina ci aspetta un elefante, di 4 metri di lunghezza, al cui interno, gli uomini di 5000 anni fa hanno scavato alcune tombe, le cosiddette  “domus de Janas”.

Continuando lungo la costa, possiamo scoprire tanti altri animali: a Palau c’è un orso che  domina il panorama,  a La Maddalena  ci aspetta un polpo, a capo Testa troviamo un cane e un lupo, mentre a Porto san Paolo c’è una tartaruga gigante in acqua.

Le  rocce di questa zona della Sardegna sono così frastagliate e particolari, che i bimbi si divertiranno a scovare altri animali.

capo d'orso a Palau
Capo d’Orso vicino a Palau

Una ziqqurat in riva al mare

Cosa ci faccia una  ziqqurat, come quelle assiro-babilonesi, nella costa nord della Sardegna se lo chiedono tuttora gli studiosi. Ma è proprio così.

A metà strada tra Porto Torres e Sassari sotto quello che sembrava semplicemente una collinetta, circa 70 anni fa, gli archeologi hanno trovato una ziqqurat coeva e del tutto simile a quelle della Mesopotamia. Ma a differenza delle ziqqurat babilonesi, dedicate al Sole, questa è dedicata alla luna.

La leggenda narra che un sacerdote, fuggito da Babilonia, sia arrivato qui e abbia ricostruito un tempio simile a quelli che c’erano in patria. Che la leggenda abbia un fondo di verità o no, non importa, certo è che Monte d’Accoddi, così si chiama il sito archeologico, è uno di quei luoghi così magici, che incantano i bimbi e i grandi. 

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Monte d’Accodi

Castelsardo o Castel Genovese?

Se sei amante di castelli e cavalieri o di panorami strepitosi, non perderti Castelsardo o come si chiamava un tempo, Castel Genovese.

Fondato nel 1100 dai Doria, su un alto sperone di roccia a picco sul mare, è stato per tutto il Medioevo una roccaforte inespugnabile della Repubblica Marinara di Genova. Nel Cinquecento viene conquistato dagli spagnoli e prende il nome di Castel Aragonese. Passano i secoli e la fortezza passa nuovamente di mano, cambiando nome per la terza volta: i Savoia la chiamano Castelsardo.
Arrampicato sullo sperone di roccia, ai piedi della rocca, il borgo medievale di Castelsardo è uno dei “borghi più belli d’Italia”. Qui, percorrendo l’ intricato dedalo di viuzze e botteghe, potrai trovare all’opera artigiani mentre confezionano cesti e vasi multicolori. Intrecciano paglia con un’antichissima tecnica tramandata di generazione in generazione.

In cima al borgo c’è la rocca medioevale (entrata a pagamento).
Da qui si gode una vista fantastica, a 360° gradi sul tutto il Nord della Sardegna. Dal mare all’interno della Gallura, dall’Asinara a Santa Teresa, passando per la Corsica. All’interno del castello, la visita al Museo dell’Intreccio Mediterraneo è interessante per la grande varietà di manufatti intrecciati provenienti dalla Sardegna e da altri paesi del Mediterraneo, ma soprattutto perché permette di visitare tutte le zone della fortezza, tra bastioni e cunicoli.

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Castelsardo

Uno dei più grandi laghi salati d’Europa

Chi l’avrebbe mai detto che uno dei più grandi laghi salati d’Europa si trova nel Nord della Sardegna? Invece è proprio così, vicino ad Alghero, all’interno delle grotte di Nettuno in riva al mare, il lago di La Marmora incanta turisti e visitatori da oltre un secolo, da quando è stato scoperto dai primi “speleologi” che si sono avventurati nel buio della grotta.

Non è solo la sua dimensione che affascina, il lago è di una bellezza che lascia senza fiato. Contornato di stalattiti e stalagmiti, che formano strabilianti conformazioni.

Al centro del lago una monumentale stalagmite, chiamata l’acquasantiera, ospita sulla sommità vaschette che diventano fonte di abbeveraggio per gli uccelli che nidificano nelle vicinanze. Poco più in là, si erge un albero di Natale  ,e continuando il percorso, troviamo festoni, trine, merletti, canne d’organo, tutti formati dal lentissimo lavoro delle gocce d’acqua, attraverso migliaia di anni.

Le grotte di Nettuno sono un luogo da visitare almeno una volta nella vita. uno dei gioielli della natura più affascinanti del Mediterraneo.

E se i più sportivi raggiungono le grotte percorrendo i 654 gradini della Escala del Cabirol a picco sul mare, noi abbiamo amato la comodità della visita via mare, con le barche che quotidianamente da Alghero portano i turisti all’imboccatura

Grotte di Nettuno
Grotte di Nettuno
Articolo a cura di www.its4kids.it

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