Le emozioni forti sembravano accompagnare i pic-nic nel bosco di mamme, papà e bambini solo nei film. Poi con i parchi avventura la realtà ha (quasi) raggiunto la fiction. Ponti, reti, tronchi oscillanti, passerelle e tirolesi, sospesi tra piante maestose e a diversi livelli di altezza, stanno trasformando le immersioni nel verde di grandi e piccini in esperienze entusiasmanti.
I percorsi aerei attrezzati nei parchi avventura sono adatti a tutti. Suddivisi nelle categorie bambini, ragazzi e adulti, i percorsi hanno dei rigidi criteri (l’età, l’altezza, la forza fisica) a regolarne l’accesso. Così il piccolo di famiglia troverà il suo divertimento ad un metro da terra, sotto gli occhi vigili dei genitori, e poi il papà coraggioso potrà raggiungere le vette dell’avventura e, in un varco tra un faggio e un cerro, godere anche di un incantevole panorama. L’attività sportiva cosiddetta del Tree Adventure dà soddisfazioni sia ai fitnessaholic sia a chi il fitness lo fa al massimo con Wii… Di sportivo richiede solo l’abbigliamento (le scarpe da ginnastica o da trekking). Nel bagaglio per l’avventura non devono poi mancare attenzione, concentrazione, equilibrio e coordinazione. L’attrezzatura per la massima sicurezza la fornisce il parco: imbragatura, longe con dissipatore, moschettoni, caschetto e guanti, sono obbligatori, hanno il marchio D.P.I. (Dispositivi di Protezione Individuale), e rendono privi di pericoli i vostri slanci acrobatici. Amatissimi dagli anglosassoni e dai francesi, i parchi avventura stanno conquistando l’Italia. In tanti parchi naturali della penisola potrete sentirvi (quasi) come Indiana Jones. Un caschetto al posto del cappello, un’imbragatura al posto della frusta, non sarete degli avventurieri ma degli avventurosi sì. Un briefing e una prova pratica vi faranno prendere confidenza con l’attrezzatura, poi lì comincia l’avventura. La colonna sonora della mitica saga cinematografica certo ve la ricordate. Potrà darvi coraggio nelle imprese più rischiose. “Svelto papà lanciami la liana! Raggiungiamo la mamma sul ponte tibetano”. Ta ta ta ta… ta ta ta… arininchi 19/08/2008
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