Social Network e Privacy |
Se ieri i giovani volevano, vaschianamente, una vita spericolata, oggi sembrano dire “Voglio una vita in vetrina”. E invece di trovarsi come le star a bere del whisky al Roxy Bar, si ritrovano tutti su Facebook a pubblicizzare “A cosa stanno pensando”.Verrebbe da tirare un sospiro di sollievo. Senonché questa vita in vetrina finisce per essere anch’essa spericolata. Se gli Italy Family Hotels vi mettono questa pulce nell’orecchio è perché spesso gli adolescenti, per quanto abili, o abilissimi netizen (cittadini al tempo della Rete), sfruttano le opportunità relazionali del web molto a cuor leggero. E così è tutto un caricare video, taggare foto, confermare partecipazioni a eventi, condividere info come email, indirizzo di casa, scuola frequentata… magari senza avere impostato le regole di privacy dei social network. E i genitori? Da un’indagine di Trend Micro, azienda specializzata nella sicurezza dei contenuti Internet, emerge che le preoccupazioni dei genitori sull’uso del web da parte dei figli sono piuttosto elevate (4,38 in una scala da 1 a 5) solo con i figli di età inferiore ai 10 anni, ma scendono (3,5 su 5) con i figli più grandi. Che già a 10 anni navigano per lo più da soli (più dell’80%) e si dichiarano in buona parte convinti che i genitori non approverebbero il loro modo di usare la Rete… se lo dicono loro, dovremmo essere invogliati a valutare se la nostra fiducia è ben riposta. Non contro la privacy, ma proprio in nome della privacy!
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Se ieri i giovani volevano, vaschianamente, una vita spericolata, oggi sembrano dire “Voglio una vita in vetrina”. E invece di trovarsi come le star a bere del whisky al Roxy Bar, si ritrovano tutti su 




