Se mai agli albori di Internet si parlò di sicurezza in rete non potè che essere in termini strategico-militari. Che oggi se ne parli in chiave didattico-padagogica è sintomatico del percorso imprevedibile intrapreso da “la rete delle reti”.
Dal protocollo top secret di Arpanet, genitore informatico del web, quarant’anni sono passati e la rivoluzione internettiana è storia. Ogni giorno miliardi di persone navigano nel web. Tra loro tantissimi sono i minorenni e molti i bambini. I ragazzi ricorrono a Internet per gli usi più svariati le chat, lo studio, l’intrattenimento, la musica, youtube, i motori di ricerca.
Dietro ai numeri, impossibili da stabilire, ogni genere di business si è scatenato, lecito e illecito. La pedo-pornografia e lo sfruttamento sessuale dei minori hanno trovato nella rete un terreno purtroppo fertile.
Tutelare i bambini dai piccoli e grandi pericoli insiti nella navigazione telematica è diventata un’esigenza improrogabile. C’è un nuovo browser italiano che si sta occupando con efficacia di proteggere la navigazione dei più piccoli il Veliero.
Ideato da un’équipe di studiosi di psico-pedagogia dell’età evolutiva, in collaborazione con esperti di informatica, il Veliero si propone di far navigare i bambini nel meglio del web in maniera sicura.
Elaborato in 2 diverse versioni, Famiglia e Scuola, il Veliero ha un Capitano che guida la sua ciurma attraverso dei siti selezionati e un Nostromo (il genitore o l’insegnante) che può valutare e abilitare nuovi siti.
Gratuita e scaricabile online la versione familiare, quella scolastica è convenzionata con il Ministero della Pubblica Istruzione.
L’interfaccia intuitiva e simpatica ha già conquistato i bambini e lo staff di Italy Family Hotels , e il Veliero Scuola ha già ottenuto il Bollino di Qualità Didattica di Indire, l’Ente nazionale di ricerca e di documentazione in ambito educativo.
Con il Veliero i piccoli lupi di mare potranno sempre navigare in acque sicure e scoprire che anche i capitani più coraggiosi hanno un passato di salvagenti e braccioli. arininchi 30/07/2008
crescere un bambino
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