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Musicoterapia prenatale

note musicaliBum bum… sc sc… zer del moscerino… drin drin…
Abbiamo trasmesso il dialogo musicale, caotico con brio, “In ventre uterino”, eseguito dall’ “Orchestra viscerale materna” e magistralmente diretto dalla musicoterapia prenatale. Scherzi (musicali) a parte, è vero che nella pancia il feto vive delle esperienze sonore e ritmiche molto intense, e che il più sollecitato dei suoi sensi è proprio l’udito.
Altrettanto vero è che la musicoterapia prenatale fa del canto materno e dell’ascolto musicale gli strumenti principe per agire positivamente sulla psiche della madre, sull’apprendimento del feto, e sulla relazione tra i due.
Se è facile intuire l’influenza benefica della musica (rilassante e rassicurante) sulla gestante, meno immediato è immaginare quanto positivo sia l’influsso sul nascituro.
Gli stimoli sonori proposti al feto dal sesto-settimo mese di gravidanza inciderebbero sul suo sistema nervoso, sviluppando le facoltà di memorizzazione e concentrazione.  
Quanto al processo di attaccamento, la comunicazione tra madre e figlio diventerebbe più profonda, e il legame affettivo si rafforzerebbe con gran vantaggio per la relazione futura. I benefici sarebbero massimi protraendo l’esperienza con la musicoterapia post-partum, con sedute che coinvolgono tutta la famiglia in giochi di voce, movimenti e suoni. A quel punto la musica interferirebbe anche sulla ritmicità dei cicli del sonno e dell’alimentazione dei bambini, e li renderebbe disponibili all’ascolto, socievoli e creativi.
Mentre con le ninne nanne certi giovamenti erano solo ipotizzabili, la musicoterapia trae fondamento scientifico dalla neurofisiologia, che ha indagato sui legami tra musica e sviluppo cognitivo.
Ascoltare “La Nona Sinfonia” di Beethoven in gravidanza non farà del nascituro il nuovo von Karajan, né cantare “Il valzer del moscerino” ipotecherà un trionfo allo Zecchino d’oro.
Ma a noi di Italy Family Hotels farà piacere sentire i piccoli ospiti impegnati in vocalizzi e improvvisazioni strumentali, perché pare che la chiave di sol apra non solo il pentagramma ma possibilità straordinarie e infinite.

arininchi crescere un bambino 
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