Pinocchio da colorare |
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Un giorno, marinando la scuola, Pinocchio si lasciò incantare dal Gran Teatro dei Burattini e, scambiato il proprio abbecedario per pagarsi il biglietto, vi entrò. Non sapeva, il povero protagonista, che il suo viaggio sarebbe stato sì, a tratti, divertente, ma poi anche pietoso e tanto triste… Egli non aveva dato ascolto al grillo parlante, preferendo un fatuo divertimento alla disciplina e all’educazione che il buon Geppetto, con fatica, provava ad insegnargli. Ma se Pinocchio, anziché nell’800, fosse nato nel 2000… cosa avrebbe fatto? Al Gran Teatro, probabilmente, avrebbe preferito la play station… o il tennis… o i Gormiti… …beh, proviamo a ipotizzare! Pinocchio, un giorno, non ha voglia di andare a scuola e chiede a mamma e papà di restare a casa per poter giocare senza impegni! Di gran lunga più esperti di Geppetto, i suoi nuovi genitori gli promettono che, se sarà bravo e non marinerà la scuola, lo porteranno in vacanza>! Così, il successivo fine settimana, mantengono la parola e, armi e bagagli in mano (ops: in auto!) conducono la marionetta fuori città: guida, guida e guida, Pinocchio vede la città trasformarsi, il paesaggio mutare e le colline divenire prima pianura, poi sabbia… al che, incuriosito, chiede lumi sulla meta di tanto peregrinare. “ Ti porteremo al mare”, risponde il babbo! “A far cosa?”, ribatte Pinocchio, stupito… non aveva mai visto il mare e ne era incuriosito, sebbene un po’ spaventato! Allora la mamma, dai capelli con i riflessi turchini, gli spiega cosa sia il mare… promettendogli che gli avrebbe insegnato a nuotare e rassicurandolo perché il legno, si sa, galleggia, ma anche a giocare con la palla o a calcio… e che lì, sicuramente, avrebbe incontrato tanti bambini con cui fare amicizia, e anche tante attrazioni, divertenti o più educative, che lo avrebbero distratto e divertito! Lì, infatti, Pinocchio preme per entrare al miniclub mentre mamma e papà prendono il sole rilassandosi, assistito dalle amorevoli attenzioni del Baby sitter (contemporaneo “grillo parlante”) che lo introduce al gioco e all’educazione – scolastica e non- ma senza tediarlo… bensì in modo divertente! Insieme svolgono i compiti per la settimana successiva nella biblioteca attrezzata dell’albergo, per poi riunirsi, nel tardo pomeriggio, con i genitori. Durante i pasti Pinocchio mangia in compagnia di altri coetanei, senza lamentarsi troppo per la “pappa”: grazie al “Mangio, Gioco e mi Diverto”, ovverossia particolarissimo menù per bambini, con tovagliette da colorare! La sera, cercando lo spazio giochi, nota incuriosito, la “biberoneria” (luogo adatto alle poppate dei neonati, gli dirà poi la sua mamma-turchina) dimenticando, per qualche giorno, la fatica della scuola! Il weekend, si sa, dura poco… ma Pinocchio, incoraggiato e sostenuto dallo staff del Family Hotel, ha imparato tanto, come a non cedere alle tentazioni del “paese dei balocchi” riuscendo, però, a divertirsi lo stesso… associando l’utile al dilettevole e riconoscendo, ora poi che ne aveva incontrati tanti, i buoni amichetti dai “Gatto e la Volpe” di più ignobile carattere. Elettrizzato per la meravigliosa esperienza, con il cuoricino gonfio di felicità (sebbene un po’ triste per il rientro) Pinocchio parla, parla e parla lungo il tragitto che lo ricondurrà a casa, scambiando opinioni, positivissime, con i genitori sul viaggio appena fatto e addormentandosi, man mano, cullato dalla macchina e dai soliti cambiamenti del paesaggio… …appena arrivati, però, ne nota un altro quando la mamma lo risveglia… Scarica e colora i disegni della favola di Pinocchio.
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C'era una volta... - Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori. No ragazzi, avete sbagliato: c'era una volta un pezzo di legno. »Così comincia il famosissimo libro di Collodi, che seguita narrando di come, quel pezzo di legno, divenne un Burattino che suo babbo, con amore, chiamò Pinocchio, allevandolo come se fosse un bambino vero.









