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Leggende del Piemonte. Ci sono dei briganti che, non si sa esattamente il perché, entrano nel cuore della gente, e i cui traffici diventano gesta eroiche e leggendarie. Meclinét è uno di questi. Michele Mamino, detto appunto Meclinét, visse realmente in Piemonte a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo e scelse come zona d’azione un tratto di montagne della provincia di Cuneo.
Infischiandosi delle taglie sulla sua testa, Meclinét scorrazzava con l’aiuto del fedele socio Sachagino, detto Dragone, e con la protezione di non poca gente. Fu l’avidità di due cugini a porre fine alla sua vita con un vile tradimento. Sui dati reali si innesta la leggenda, che rende Meclinét protagonista di fughe rocambolesche, vendette cruente e avventure spassosissime. La più incredibile delle beffe ai danni della giustizia avrebbe avuto luogo a Frabosa Soprana, località di montagna che noi di Italy Family Hotels conosciamo bene. Qui era giunta da Torino una task force di 40 gendarmi al comando di un maresciallo per arrestare il brigante. Forte dell’anonimato (la televisione ancora non c’era), Meclinet si presentò alla locanda in cui alloggiavano e si amicò il maresciallo che prima gli offrì da bere e poi lo invitò a pranzo. A pancia piena, Meclinét chiese al maresciallo: «è contento di aver mangiato insieme a Meclinét?» e fuggì veloce, lasciando tutti esterrefatti. Anche per la leggenda furono i parenti a ucciderlo per intascare la cospicua taglia, ma aneddoti fantastici su Meclinét ci giungono anche dall’aldilà. Al riparo del Miramonti, il nostro hotel per famiglie di Frabosa Soprana, c’è chi sa tutto, ma proprio tutto, di lui. Bino, la nostra supermascotte, dice di conoscerlo benissimo e ci ha raccontato che un mese fa hanno assalito insieme una nave carica d’oro a Frabosa Soprana. Quando gli abbiamo ricordato che a Frabosa ci si va per sciare ci ha risposto che era una nave delle nevi… Se Bino non può competere con briganti della risma di Meclinét, di certo sa essere più dispettoso del folletto Mazapègul, e forse entrerà nella leggenda come il re dei birbanti. arininchi
diceva la nonna
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