Il mio peluche preferito.... |
È vero, siete parecchio in ritardo rispetto alla tabella di marcia… Ora, però, avete finito di caricare le valigie nel bagagliaio della macchina, avete sistemato il bambino nel seggiolino e potete finalmente partire. Fate una piccola carezza al bimbo e... Accipicchia, frena, frena! Vi siete dimenticate sul letto la sua papera di peluche, l’amica del cuore senza la quale il pupo non si addormenta… per fortuna siete solo a un isolato da casa, non sarà un grosso problema tornare a recuperarla! La psicanalisi denomina oggetto transizionale questo morbido compagno che il bambino ha bisogno di tenere tra le mani per vincere le sue paure. Oggetto dall’effetto calmante, cui ricorrere soprattutto nei momenti di distacco dalla madre, solitamente ha caratteristiche tattili-pressorie: un orsacchiotto, una bambola o anche solo di un pezzo di stoffa. Non uno qualsiasi, ma proprio quell’orsacchiotto, quella bambola o quel pezzo di stoffa che il bambino sceglie dall’ambiente che lo circonda e riveste di un significato tutto particolare, chiaramente simbolico. Il primo a parlare di oggetto transizionale è lo psicanalista Donald Winnicott che ha palesato la fondamentale funzione che questo riveste per un sereno sviluppo emotivo del bambino. Funzione appunto di rendere atraumatica la transizione tra il delirio soggettivo dei primi mesi, dove il neonato vive ciò che lo circonda come dipendente da sé, e l’accettazione della realtà oggettiva del mondo, che è altro da sé. Fenomeno sotto gli occhi di ogni attento genitore, il bisogno che il bambino ha di inventarsi un oggetto per superare il terrore dell’abbandono, trova, grazie al genio della matita di Schulz, la più emblematica raffigurazione nella coperta di Linus. Per tornare allora alla nostra famigliola in partenza, vista l’importanza per il bambino del piccolo, morbido, oggetto transizionale, sarà saggio considerarlo come un fondamentale da mettere in valigia. Per il buon sonno di piccini (e di grandi) e per una buona vacanza! Postato da arininchi 03/04/2008
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È vero, siete parecchio in ritardo rispetto alla tabella di marcia… Ora, però, avete finito di caricare le valigie nel bagagliaio della macchina, avete sistemato il bambino nel seggiolino e potete finalmente partire. 




